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Impianti di filtrazione domestica: sono necessari ? |
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Acqua di Rubinetto e Acqua Minerale: una scelta libera e consapevole. |
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Perché è opportuno risparmiare l’acqua del rubinetto ? |
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Quando l’acqua è calcarea, fa male alla salute ? |
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Come si considera l’acqua in funzione della concentrazione di calcio e magnesio ? |
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Come è possibile ridurre le incrostazioni di calcare ? |
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| Impianti di filtrazione domestica: sono necessari? |
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Per esperienza diretta si nota che molti consumatori, nel dubbio tra acqua del rubinetto e minerale, scelgono di installare in casa un filtro di depurazione.
Senza entrare nel merito della libertà di scelta occorre sottolineare che tali apparecchi “spesso tendono a peggiorare l’acqua, addolcendola troppo e talvolta diventando sede di proliferazione batterica ”: dato rilevato da un test di “ Altroconsumo” , prelevando 18 campioni d’acqua del rubinetto prima della filtrazione e dopo il trattamento, confrontandone la qualità e piu’ volte riscontrato anche dal nostro laboratorio.
L’acqua che arriva nelle nostre case è potabile. E allora perché installare un depuratore? Forse dovremmo scrollarci di dosso alcuni luoghi comuni. Innanzitutto non è vero che la durezza dell’acqua sia sempre un danno per la nostra salute, come già detto in “ Quando l’acqua è calcarea, fa male alla salute?”. Alcuni filtri addolciscono troppo l’acqua, facendola scendere al di sotto del limite di durezza indicato per legge: si toglie un problema ( acqua incrostante ) creandone uno nuovo ( acqua aggressiva ). E l’utilizzo di questi filtri rischia, se la manutenzione non viene svolta come si dovrebbe, di incentivare l’accrescimento di carica batterica.
Se prendiamo poi in considerazione l’ ambiente, anche se non si utilizzano più bottiglie di plastica, Altroconsumo fa notare come questi impianti per ottenere un litro di acqua filtrata ne utilizzino piu’ del doppio ( considerando i cicli di contro lavaggio dei filtri ).
Poniamoci inoltre la domanda se, dall’applicazione in casa di questi filtri, il nostro budget familiare ne trarrà realmente un vantaggio. Bevendo l’acqua del rubinetto, una famiglia tipo ( tre persone ) spende all’incirca 1 euro all’anno ( costo totale di circa 1000 litri di acqua ); per il costo medio degli impianti di depurazione, manutenzione compresa, si parla di qualche migliaio di euro.
Nel caso si decidesse comunque di installare un impianto domestico, e di farlo seguendo la prassi corretta si ricorda che:
- Esiste il D.M. n. 443 21/12/1990 - Regolamento recante disposizioni tecniche concernenti apparecchiature per il trattamento domestico di acque potabili.
- Tale Decreto stabilisce che sono ammessi solo i trattamenti che consentano di rispettare i limiti previsti dal D.Lgs vigente in materia di acque destinate al consumo umano, con particolare riferimento al valore del Calcio, che non dovrebbe essere inferiore, nel caso di addolcimento, a 60 mg/litro
- Occorre fare notifica dell'installazione dell'impianto all'azienda sanitaria locale di competenza. Si dovrebbe conseguentemente dare evidenza all’ASL ( con analisi proprie ) che la qualità dell’acqua depurata rispetta i parametri fissati dal D.lgs 31/01 e che, comunque, non altera in modo peggiorativo la qualità di quella consegnata al contatore dall’Ente Gestore, fin li responsabile.
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| Acqua di Rubinetto e Acqua Minerale: una scelta libera e consapevole |
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La
qualità dell'acqua potabile delle
nostre zone è buona: non ci sono
motivi fondati per ritenere l'acqua minerale
più salutare.
Ciò non significa che l'acqua in
bottiglia non sia di buona qualità.
Stimare, tuttavia, eccessivamente l'acqua
minerale è poco ragionevole, tanto
quanto diffidare dell'acqua dell'acquedotto,
rigidamente e regolarmente controllata
sotto il profilo igienico. Bere una
o l'altra è una scelta soprattutto
di gusto, legata al sapore ed eventualmente
alla voglia di bollicine. Se, da un lato,
la pubblicità incalza e invoglia,
presentandoci l'acqua minerale sempre meno
come una bevanda che serve ad accompagnare
il cibo e sempre più come una fonte
di salute e addirittura di bellezza, dall'altro,
essendoci invece scarsa o pressoché
alcuna informazione sulla qualità
dell’acqua che esce dal rubinetto
di casa, si è naturalmente portati
a pensare che questa non abbia nessuna delle
proprietà vantate dalle acque in
bottiglia e la si guarda con sospetto.
È forse opportuno fornire qualche
notizia in più per renderci consumatori
informati.Innanzitutto va evidenziato
che le acque destinate
al consumo umano ( acqua del rubinetto
) e le acque minerali
sono regolamentate da differenti normative:
Acque destinate al consumo umano:
D.Lgs n.31 del 2 Febbraio 2001- Recepimento
direttiva 98/83 CE ( e successivo
D.lgs n. 27 del 2 Febbraio 2002 )
Acque Minerali: Decreto
29 Dicembre 2003 - Attuazione direttiva
2003/40 CE ( D.M. n. 542 del
12 Novembre 1992 e ss md. )Mentre, in precedenza,
il divario tra i limiti previsti per l’acqua
di rubinetto e l’acqua minerale erano
decisamente sbilanciati (piu’ restrittivi
per l’acqua potabile ) possiamo notare
che oggi, come si evince dalla tabella successiva,
i valori limite sono per lo più
paragonabili:
| Parametro |
u.d.m. |
Limite di Legge Previsto |
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Acque Potabili |
Acque Minerali |
| Antimonio |
µg/l |
5 |
5 |
| Arsenico |
µg/l |
10 |
10 |
| Bario |
mg/l |
n.p. |
1 |
| Borio |
mg/l |
1 |
5 |
| Cambio |
µg/l |
5 |
3 |
| Cianuro |
µg/l |
50 |
10 |
| Cromo |
µg/l |
50 |
50 |
| Fluoruri |
mg/l |
1.5 |
5* |
| Manganesio |
µg/l |
50 |
500 |
| Mercurio |
µg/l |
1 |
1 |
| Nichel |
µg/l |
20 |
20 |
| Nitrati |
mg/l |
50 |
45** |
| Nitriti |
mg/l |
0,5 |
0.02 |
| Piombo |
µg/l |
10 |
10 |
| Rame |
mg/l |
1 |
1 |
| Selenio |
µg/l |
10 |
10 |
| * 1.5 mg/l per le acque destinate all'infanzia |
| ** 10 mg/l per le acque destinate all'infanzia |
n.p. non previsto
Per quanto
riguarda le acque minerali, le indicazioni
obbligatorie in etichetta sono le seguenti:
- La
denominazione legale “ acqua minerale
naturale” integrata, nel caso,
con ulteriori informazioni ( ad esempio:
totalmente gassata”, “ aggiunta
di anidride carbonica”, “effervescente
naturale”.. e così via
).
- Il
nome commerciale dell’acqua, il
nome della sorgente, ed il luogo di
ubicazione della stessa.
- L’indicazione
della composizione analitica ris ultante
dalle analisi effettuate, con i componenti
caratteristici ( pH, conducibilità,
Residuo Fisso, Durezza, Nitrati etc
)
- La
data in cui sono state eseguite le analisi
ed il laboratorio presso il quale dette
analisi sono state effettuate.
- Il
contenuto nominale ( ad esempio : 1
litro, 50 cl ).
- I
titolari dei provvedimenti di riconoscimento
e di autorizzazione al la utilizzazione.
- Il
termine di conservazione
- La
dicitura di identificazione del lotto,
salvo il caso in cui il termine di conservazione
figuri con l’indicatore almeno
del giorno e del mese.
- Informazioni
circa gli eventuali trattamenti consentiti
- La
dicitura “ e ” che sta ad
indicare che la quantità è
stata controllata ai sensi delle normative
europee
Meno
probabile sarà riscontrare la concentrazione
dei metalli riportati nella precedente tabella
perché la normativa che regolamenta
le acque minerali esonera dal dichiarare,
in etichetta, la presenza e la concentrazione
di eventuali elementi cosiddetti “in
traccia”, purchè rientranti
nei limiti previsti dalla legislazione vigente.
Il “residuo fisso a 180 °C ”
invece, testimonia la quantità dei
vari sali disciolti (sodio, potassio, calcio,
magnesio, cloruri, solfati, etc...) rimasti
dopo aver fatto evaporare un litro d’acqua
e fatto essiccare quello che è rimasto
a quella temperatura.
L’ideale per il consumo quotidiano
è un’acqua oligominerale, con
un residuo fisso inferiore ai 500 mg/l.
Per quanto riguarda le acque minerali, in
base al Residuo Fisso la classificazione
è la seguente:
TIPO
DI ACQUA MINERALE |
RESIDUO
FISSO |
Acque minimamente mineralizzate |
< 50 mg/L |
Acque oligominerali |
> 50 < 500 mg/L |
Acque mediominerali |
> 500 < 1500 mg/L |
Acqua ricche in Sali minerali |
> 1500 mg/L |
Nelle
analisi condotte negli ultimi tre anni
sull'acqua potabile distribuita da Brianzacque
S.r.l. nei vari acquedotti cittadini, le
media su più di 3000 campioni si
attesta su 360 mg/l: l'acqua potabile
offerta risulta sempre comparabile all'oligominerale,
relativamente al contenuto di sali.
Siamo tutti molto attenti ormai ( forse
perché pubblicità e manifesti
giocano, su alcuni concetti, un ruolo non
indifferente ) anche alla presenza di sodio.
Teniamo pero’ presente che chi deve
osservare una dieta povera di sodio, come
gli ipertesi, non è certo dell’acqua
che deve preoccuparsi, ma piuttosto dell’alimentazione:
il sodio abbonda in molti cibi, e quello
che si può assumere nutrendosi è
sicuramente assai di più di quello
che si ingerisce bevendo un’acqua
ricca di sodio. In ogni caso l’acqua
potabile fornita dai nostri acquedotti ha
livelli di sodio contenuti, compresi tra
1 mg/l e 32 mg/l, con un valore medio di
circa 11 mg/l ( calcolato su piu’
di 2000 analisi degli ultimi 3 anni ): tradotto
in percentuale ( come alcune note marche
di acque minerali esprimono ) significa
che siamo in presenza di un contenuto di
sodio variabile dallo 0,0001%
allo 0,003%, con un valore medio di 0,001%.
Per
ulteriori informazioni è possibile
registrarsi alla sezione “Suggerimenti”
del sito di Brianzacque o contattare i nostri
tecnici agli indirizzi indicati.
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| Perché è opportuno risparmiare l’acqua del rubinetto? |
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Nella
nostra zona disponiamo, generalmente, di quantità
di acqua sufficienti all’alimentazione dei
nostri acquedotti. Non dimentichiamo però
che solo il 2% delle precipitazioni va ad alimentare
le falde acquifere e può essere sfruttato
per l'acqua potabile.
Sul costo dell'approvvigionamento idrico incide
la quota relativa alla realizzazione di infrastrutture
per portarla fino al rubinetto di casa nostra:
l’acqua infatti è un prodotto della
natura … ma non inesauribile, almeno con
le caratteristiche necessarie al consumo umano.
Risparmiare acqua è quindi necessario.
Utilizziamo, senza sprechi, la nostra acqua potabile
che è un’ottima risorsa del nostro
territorio.
Non dimentichiamo però la valenza “culturale”
della “protezione qualitativa” delle
falde acquifere per fare in modo che l'acqua non
venga inquinata e non richieda quindi trattamenti
successivi per poterla utilizzare a scopo potabile
Se avessimo sempre ben presente che l'acqua è
un alimento e che, ancora oggi, in moltissime
parti della Terra scarseggia, avremmo maggior
consapevolezza che non dovremmo sprecare l'acqua
anche per motivi “etici” usandola
con attenzione.
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| Quando l’acqua è calcarea, fa male alla salute? |
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L'acqua è un ottimo
solvente. In natura scorre sul terreno,
sulla ghiaia e attraverso il sottosuolo arriva
alle falde. Così facendo si arricchisce
di preziosi minerali tra i quali carbonato di
calcio e magnesio, meglio noto come calcare.
Maggiore è la quantità di calcare
che l'acqua raccoglie e maggiore è la
sua durezza. Questo non compromette la qualità
dell'acqua dal punto di vista sanitario. Salvo
particolari patologie infatti, il calcio contenuto
nell’acqua è quello più
facilmente assimilabile e non è corretta
l’associazione, che spesso viene spontanea
acqua calcarea – calcoli renali: studi
recenti hanno oltretutto rilevato che un’acqua
calcarea ha un effetto protettivo nei confronti
dell’insorgenza di malattie cardiovascolari.
L'acqua calcarea può essere causa di
problemi agli impianti domestici: troppo calcare
nell'acqua diventa problematico quando abbiamo
contatto con sostanze alcaline ( come i saponi
) oppure quando l’acqua viene riscaldata
. Infatti in questi casi il calcare forma incrostazioni.
Ne sono spesso colpiti i boiler, le lavatrici,
i soffioni della doccia e le tubazioni dell'acqua
calda.
In questi casi bastano piccoli accorgimenti,
come il dosaggio di detersivo adattato alla
durezza dell'acqua, ed una adeguata manutenzione
degli elettrodomestici che può essere
condotta anche con l’installazione di
piccoli anticalcare magnetici ( acceleratori
ionici ) che non variano la concentrazione di
calcio presente ma rendono il deposito di carbonato
di calcio meno compatto e quindi più
facilmente asportabile dal flusso idrico stesso.
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| Come si considera l’acqua in funzione della concentrazione di calcio e magnesio ? |
In genere, le acque vengono classificate in base
alla loro durezza, espressa in gradi francesi
( ° F ) come segue
- fino a 7 °
F
molto dolci
- da
7 ° F a 14 ° F dolci
- da
14 ° F a 22 ° F
non dure ( o mediamente dure )
- da 22 °
F a 32 ° F
discretamente dure
- da 32 °
F a 54 ° F dure
- oltre 54 °
F
molto dure
Spesso,
oltre che ad essere espressa in gradi francesi
( °F o FH ) la durezza viene espressa in gradi
tedeschi ( DH ).
Per ottenere il valore di durezza in gradi tedeschi
occorre moltiplicare il valore espresso in gradi
francesi per 0,56 . ( 1 DH = 1,79 FH o °F
) |
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| Come è possibile ridurre le incrostazioni di calcare ? |
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E’
possibile ridurre la formazioni di incrostazioni
calcaree anche con alcuni accorgimenti
- Ridurre la temperatura
dell'acqua calda a 60°
- Evitare il ristagno
dell'acqua in alcuni punti dell’impianto
domestico: prelevare acqua regolarmente da
tutti i rubinetti. Se l’abitazione è
rimasta vuota a lungo, far scorrere l'acqua
per un po' prima di utilizzarla, cominciando
con quella fredda e poi quella calda.
- Lavatrice: osservare
le indicazioni relative alla regolazione in
base alla durezza dell'acqua riportate sul
libretto di istruzioni e utilizzare la quantità
corretta di detersivo.
- Macchine per il
caffè: utilizzare il decalcificante
consigliato dal produttore.
- Lavastoviglie: i
decalcificanti sono superflui. Tutti gli apparecchi
dispongono di regolatore e scambiatori di
ioni :per questo motivo è necessario
aggiungere periodicamente del sale.
- Le incrostazioni
di calcare sui rubinetti e sul lavandino si
eliminano nel modo migliore con dell'aceto
diluito o con un uso moderato dei prodotti
attualmente in commercio come anticalcare.
- Manutenzione: una
manutenzione regolare consente di ridurre
i costi delle riparazioni
- Per gli amanti del
tè: l'acqua dura non è molto
apprezzata. Tuttavia anche l'acqua dura può
essere ben utilizzata per il thè con
un piccolo trucco: basta far bollire l'acqua
due o tre volte con bollitore aperto. In tal
modo il calcare si deposita ( il pentolino
puo’ tranquillamente essere scrostato
successivamente con una piccola quantità
di aceto )
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