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  Acqua del Sindaco

 

VARATO IL PROGETTO L’ACQUA DEL SINDACO






Con BrianzAcque le scuole di nove comuni della Brianza adottano l’H2O del rubinetto al posto delle bottigliette di minerale.
Coinvolti in via sperimentale, 3200 alunni di elementari e medie.
Monza, 23 settembre 2008 - Con l’avvio del nuovo anno scolastico, BrianzAcque insieme a nove comuni del territorio ha dato il via al progetto “l’Acqua del sindaco”. Dopo anni di “pensionamento”, l’oro blu” del rubinetto rientra a scuola da protagonista. Via dai tavoli della mense le bottigliette di minerale e largo alle caraffe di H2O, prelevata direttamente dall’acquedotto comunale e distribuita da appositi dispenser.
L’iniziativa è stata presentata questa mattina, all’istituto scolastico Ungaretti-Fermi di Albiate.
Primo obiettivo del progetto che, in questa fase sperimentale, vede coinvolti i comuni di Albiate, Ceriano Laghetto, Cesano Maderno, Desio, Gorgonzola, Lissone, Macherio, Muggiò e Seregno è quello di sensibilizzare ed educare le nuove generazioni all’uso consapevole dell’acqua del rubinetto: un’acqua buona, sicura, continuamente analizzata e controllata dai laboratori di BrianzAcque e da quelli dell’Asl . A differenza di altre realtà del territorio nazionale, la public company che da un anno gestisce il ciclo idrico integrato sul territorio brianteo, ha focalizzato il proprio intervento sul mondo della scuola, interessando quasi 3.200 bambini e ragazzi di elementari e medie. “Con questa iniziativa a fianco dei Comuni- ha dichiarato il Presidente, Filippo Carimati - intendiamo dare ai ragazzi strumenti e consapevolezze per una causa irrinunciabile che si chiama acqua- bene prezioso - la cui gestione sostenibile è centrale nello scenario mondiale del ventunesimo secolo. BrianzAcque, è impegnata in prima linea per fornire ogni giorno agli utenti un H2O potabile, buona e garantita. Il suo utilizzo consapevole è il concetto cardine de <L’acqua del Sindaco>, un progetto che speriamo di poter allargare quanto prima all’intera area della Provincia di Monza e
Brianza”.
Nei locali mensa delle scuole “pilota” sono stati istallati erogatori di facile utilizzo e distribuite 800 brocche (una ogni quattro bambini) con chiusura a tappo, realizzate in policarbonato, materiale infrangibile e adatto all’utilizzo alimentare.
In generale, l’acqua viene servita “al naturale”, a temperatura ambiente, senza particolari trattamenti chimici o fisici aggiuntivi.

COMUNICATO STAMPA
Sopra ogni dispenser è affisso un pannello che illustra il percorso dell’acqua servita in tavola: pozzo, acquedotto, scuola. Sotto, una “pagella” con la composizione chimica dell’acqua, redatta a cura del laboratorio di analisi.
A supporto de “L’acqua del Sindaco” è stata predisposta una campagna di informazione e di educazione. Per un maggior coinvolgimento degli studenti e in sintonia con la recente introduzione scolastica dell’educazione ambientale, Brianzacque ha messo a punto una
brochure destinata agli operatori scolastici in cui è descritto il gran lavoro che sta dietro al semplice gesto di aprire il rubinetto e distribuito un depliant con un elenco di consigli e buone pratiche per il risparmio idrico. Infine, i bambini sono invitati a partecipare a “Tutti pubblicitari con l’acqua del Sindaco”, concorso a premi in cui viene loro chiesto di diventare autori di un disegno e di uno slogan al fine di incentivare il consumo di H2O del
Sindaco per un’ eventuale etichetta.BrianzAcque ritiene esistano ottime ragioni per incoraggiare il consumo di acqua distribuita dai circuiti acquedottistici territoriali: è buona, è pratica, è sicura, non inquina ( riduzione dei trasporti e degli imballaggi). Costa meno..In termini di spesa il risparmio è assai elevato. Come ha chiarito, il presidente Carimati: “La nostra non è una battaglia ideologica. Non intendiamo fare guerre o crociate contro le minerali “griffate” in bottiglia. Certo è che “L’acqua del Sindaco” oltre ad una marcata valenza educativa, sociale, culturale, ambientale, riveste un valore anche in termini economici. Se tutto l’intero sistema della futura provincia di Monza e Brianza, aderisse a questo schema, si otterrebbe un risparmio totale compreso tra il milione e mezzo e i due milioni di Euro. Un importo consistente che potrebbe essere utilizzato dai Comuni per finanziare interventi nell’ambito della scuola, dell’ambiente o di altri settori, a seconda delle diverse esigenze e necessità”.
In Brianza solo il 5% di “potabile” viene utilizzata a scopi alimentari. L’ acqua briantea, proveniente per la quasi totalità dalla falda e prelevata attraverso la perforazione dei pozzi è un’ acqua oligominerale, batteriologicamente pura. Ha un residuo fisso di 180° inferiore ai 500 mg/l ed è generalmente iposodica ( sodio inferiore a 20mg/l). Filippo Viganò, Sindaco di Albiate, ha aggiunto:”Il nostro comune ha aderito volentieri all’invito
di BrianzAcque per utilizzare acqua del rubinetto nella mensa scolastica. Si tratta di un percorso che va nella direzione di una miglior valorizzazione delle risorse naturali e di una minor produzione di rifiuti. L’iniziativa ha il pieno sostegno della commissione Mensa delle scuole
albiatesi, Commissione che da tempo sollecitava questo intervento”.
Costituita nel 2003 dall’aggregazione di 6 società operanti nel settore dei servizi idrici in Brianza e nella provincia di Milano (AEB Distribuzione, ALSI, ASML, GSD, IDRA Patrimonio e SIB) ma divenuta operativa solo da un anno, BrianzAcque, attualmente copre un bacino di utenza di circa 850 mila abitanti, distribuiti su 500 kmq. Dispone di 4 impianti di depurazione e di 210 pozzi per l’acqua potabile, ha un acquedotto di 1570 km (che serve 83 mila utenze) e una rete fognaria che si estende per 1975 km.

PROGETTO (Formato PDF)
DECALOGO (Formato PDF)

CONCORSO (Formato PDF)

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